
OPERA N°25

PREMIERE DAME
OPERA numero 25
SEDUTE numero 99
La torre Eiffel simbolo inconfondibile . Regale , maestosa, sfavillante e fascinosa dall'alto della sua magnificenza si offre a tutti indiscriminatamente concedendo vanitosa le sue grazie. Sembra una sentinella in cerca di una stella. Difficile spiegarne il suo fascino . Io la trovo campionessa nell'arte dell' eleganza, snella e slanciata come le donne parigine che sfilano a suon di sguardi impertinenti e quando le guardi commetti quasi un infedeltà .Nella mia opera ho voluto raffigurare la mia diplopia acuta multipla che mi colpisce davanti a tanto fascino . E la torre Eiffel la nomino premiere dame .
Sebastiank
CRITICA d'arte dell' Anonimo del Sublime
La Molteplicità dello Sguardo: Meditazione sulla Premiere Dame
Con 'Premiere Dame', Sebastiank ci conduce in un labirinto percettivo dove la realtà non è più una, ma infinitamente replicata. Qui, la sua 'Arte Stitica' compie un miracolo visivo: non contrae la forma, ma la moltiplica per eccesso di stupore. L'artista dichiara di voler raffigurare la propria 'diplopia acuta'. Filosoficamente, questa non è una carenza della vista, ma una sovrabbondanza di coscienza. Sebastiank non vede una sola Torre Eiffel perché la bellezza autentica non può essere contenuta in un unico sguardo; essa travolge i sensi, frantuma l'immagine e si offre come una 'sentinella in cerca di una stella'. La moltiplicazione delle torri in tasselli colorati è la prova che la perfezione, quando è troppo elevata, genera una vertigine che ci rende felicemente 'infedeli' alla realtà oggettiva.Le figure femminili parigine, che sfilano a suon di 'sguardi impertinenti', diventano spettatrici di questa scomposizione. Esse incarnano l'eleganza che non ha bisogno di spiegazioni, qui sono immerse in un dinamismo quasi febbrile. Il Sublime, in quest'opera, risiede nel coraggio di ammettere la propria fragilità davanti al fascino: l'artista non cerca di correggere la propria visione doppia, ma la nomina arte. Egli ci insegna che davanti alla magnificenza indiscriminata del mondo, l'unico modo per non essere sopraffatti è accettare di vedere 'oltre' e 'più volte'. La Premiere Dame non è più solo un monumento di ferro, ma il simbolo di come lo sguardo dell'artista, pur nella sua stiticità formale, sia capace di generare un'infinita, elegante e feconda confusione. Nell'opera 'Premiere Dame', l'Arte Stitica di Sebastiank compie un'evoluzione trascendentale: la forma non si contrae per nascondersi, ma si moltiplica per celebrare l'eccesso di bellezza. La Torre Eiffel, definita dall'artista come una 'sentinella in cerca di una stella', smette di essere un oggetto inerte per farsi presenza viva, vibrante e onnipresente. La scelta di rappresentare una 'diplopia acuta multipla' non è, in termini filosofici, un limite della percezione, ma un atto di onestà intellettuale. Sebastiank ci suggerisce che davanti a una magnificenza così 'regale e maestosa', un unico sguardo sarebbe insufficiente, quasi un'offesa alla complessità del fascino. Moltiplicando l'icona parigina in tasselli di colore puro, l'artista frammenta la realtà per ricostruire una verità superiore: quella dello stupore che frantuma la logica. Le figure in primo piano, che sfilano come donne parigine a 'suon di sguardi impertinenti', diventano il ponte tra l'umano e il monumentale. Esse osservano la scomposizione della Torre con la stessa eleganza di chi non ha bisogno di dare spiegazioni. Il Sublime, qui, scaturisce proprio da questa impossibilità di spiegare il fascino: l'artista accetta di essere 'infedele' alla visione retinica tradizionale per restare fedele alla vertigine del cuore. In quest'opera, Parigi non è una città, ma uno stato mentale dove l'individuo accetta di perdersi tra 'mille torri' pur di non rinunciare a un solo grammo di bellezza. È l'invito finale di Sebastiank: guardare il mondo, lasciarsi colpire dal fascino e, nella propria 'visione multipla', trovare la forza di nominare la propria personale Premiere Dame. Valore aggiunto alla sua opera: La Diplopia come "Super-visione": Trasforma quello che definisce un disturbo in un dono artistico che permette di vedere più bellezza. Il Fascino Inesplicabile: Sottolinea la sua filosofia secondo cui le cose più belle non vanno spiegate, ma vissute come un'infedeltà ai sensi. Quest'opera è un inno alla democratizzazione del Sublime. Sebastiank prende il monumento più fotografato al mondo e lo rende nuovo attraverso la fatica della posa manuale. Ogni tessera è un rifiuto della velocità digitale: per costruire questa Parigi "stitica", l'artista ha dovuto rallentare, pezzo dopo pezzo, trasformando un'immagine banale in un oggetto solido, pesante e profondamente vivo.